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Le Luci della Centrale Elettrica “Canzoni da spiaggia deturpata” (2008, La tempesta)

E hanno i fanali accesi per investirci, e non ho paura sai degli antifurti, dei carnivori, degli incendi estivi, dei truffatori, dei grattacieli, dei clandestini, dei finanzieri, e tu avevi i vestiti adatti per le tue guerre stellari. (La Gigantesca Scritta Coop)

Canzoni da spiaggia deturpata è un album figlio legittimo dell’alternativo anni ’90. Il ferrarese Vasco Brondi si presenta sulla scena già tracciata dai suoi ispiratori (come Rino Gaetano e Giovanni Lindo Ferretti) scapigliato, con una chitarra acustica arrangiata e il grande Giorgio Canali a fare da supporto. Musicalmente è un cantautore noise minimale ma sono le liriche, a mio parere, il suo punto forte: sensazioni sconnesse e visionarie di una generazione, quella degli anni ’00, martoriata da crisi economica e sociale con l’inconsapevole delirio social network in arrivo dritto dritto in faccia negli anni a venire. Il suo progetto è forse tra i primi one-man-band in giro all’epoca, chiamato Le Luci della Centrale Elettrica.

L’album viene rilasciato nel 2008, prodotto da Giorgio Canali e Manuele Fusaroli con la copertina di Gipi e vince la Targa Tenco come Migliore Opera Prima. Subito tantissimi furono i concerti in giro per lo Stivale. Lo ricordo bene anche io: la sua esibizione era cruda ed essenziale, spiattellava in faccia l’urlo di una generazione disagiata. Si presentava di solito in trio, Vasco alla voce-chitarra acustica, Canali alla chitarra elettrica e il suo fonico. Da allora ne ha fatta davvero tanta di strada.

“E andiamo a vedere le luci della centrale elettrica”, quel che rimane per potersi isolare in tranquillità, recita il brano Piromani, visione che ha dato il nome al progetto musicale. Per combattere l’acne è stato il primo singolo e video dell’album, un manifesto è il verso “delle nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche”. E non a caso questo pezzo è colonna sonora del film Fuga dal Call Center di Federico Rizzo (2009). Altri due brani sono per me un vero cult: Milano Garage Nord, in cui riecheggia in maniera evidente l’influenza di Rino Gaetano e in cui non a caso viene palesemente citato. Topico è anche il brano La Gigante Scritta Coop, un brano che segna la cerniera tra il passato, i Cccp Fedeli Alla Linea, ed il suo presente. Un bellissimo disco italiano di inizio secolo.

E proteggimi dai lacrimogeni e dalle canzoni inutili. (Lacrimogeni)